La collaborazione civica, by Christian Iaione

La collaborazione civica per l’amministrazione, la governance e l’economia dei beni comuni” is an article written by LabGov coordinator, prof. Christian Iaione, and first published in L’Italia della Condivisione in 2015.

“In Italia i beni comuni sono ormai entrati nel lessico comune. La consapevolezza che gli italiani hanno maturato circa la rilevanza che rivestono e le criticità che presentano beni essenziali alla coesione sociale, tanto quanto allo sviluppo economico, è testimoniata dall’afflato partecipativo che ha caratterizzato i referendum del giugno 2011 su quelli che mediaticamente sono passati alla storia come i referendum per i “beni comuni”. Nella narrazione collettiva i beni comuni sono stati identificati nell’acqua, nell’ambiente e nella legalità. In realtà si trattava di quesiti referendari attinenti a “questioni domestiche” che non prendevano a riferimento la nozione scientifica invalsa a livello internazionale di “beni comuni” o “commons”. In molti hanno provato e provano a utilizzare ideologicamente questo concetto, producendo più danno che beneficio a chi cerca di studiare con metodo scientifico i beni comuni e forgiare gli strumenti tecnici necessari per fare dei beni comuni la base di ripensamento delle istituzioni sociali, economiche, politiche e amministrative. Ad ogni modo questa sensibilità generale verso i beni comuni non deve andare sprecata e per fare ciò occorre fermarsi a riflettere sulle forme e le condizioni di gestione, cura e tutela dei beni comuni. Il rischio è che l’espressione “beni comuni” divenga un’espressione di senso comune, ma priva di effettivo valore semantico e, soprattutto, di rigore scientifico, casella vuota che chiunque si sente legittimato a riempire con qualunque significato, vessillo ideologico inalberato da movimenti o manifesti più o meno condivisibili. Ma da dove si deve partire per gettare le fondamenta di una rigorosa e solida teoria scientifica dei beni comuni? Senza dubbio il primo problema da affrontare è quello definitorio. Quali sono i beni comuni? Quanti sono i beni comuni? Sul punto, in Italia si è sviluppata un’ampia e approfondita riflessione dogmatica su cosa debba ricomprendersi all’interno dell’orizzonte dei beni comuni volte a una ricostruzione giuridica del fenomeno dal punto di vista teorico o applicativo. Per costruire un solido paradigma teorico poggiante sulle fondamenta dei beni comuni occorre dotarsi anche di una nuova chiave di lettura del modello sociale ed economico oggi dominante e di infrastrutture giuridiche e amministrative a supporto di questo diverso metodo. In definitiva, lo studio dei beni comuni come categoria scientifica rappresenta una sfida intellettuale che richiede un metodo interdisciplinare, che deve per forza di cose partire dai risultati degli studi di Elinor Ostrom (insignita del Premio Nobel per l’economia nel 2009) e dei suoi allievi, senza però rinchiudersi in questo o quel recinto culturale o scientifico. Solo un simile sforzo intellettuale potrà candidarsi a fondare su basi solide e verificate dal punto di vista economico, giuridico e istituzionale, un nuovo paradigma, e quindi una società più giusta.”

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