Project “Beni Comuni”: when sharing heals the spirit of the community

foto Beni ComuniWhat happens when a region is scourged by a natural disaster, like an earthquake? There is the time  grief, of course, and the time of reconstruction, involving an extremely delicate phase: the healing of the victims’ souls.

That was the motivation that pushed the Ministry of the Tourism and Cultural Activities to fund an initiative, the “Beni Comuni Project”, that gathered the ETR Foundation, ATER and eleven Provinces (Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, San Possidonio, Soliera). Their goal was to recover and reunite the spirits of the communities threatened by the 2012 earthquake by an active participation in the organization of public events with the main goal to foster the sharing sense.

This idea is much needed in a time where society tends to be more and more egoistic, full of technological barriers that allows people to communicate easily with one another, but at the same time tends to label those who cannot afford such connections as “social pariah”. Stimulate the spark of active cooperation and sharing may ignite again an essential characteristic of the human soul that is slowly dying as the society evolves.

The Project reunites 24 partners: from schools to theatres and music schools: through the organization of public events, shows, concerts and readings, this group wishes to foster the reconstruction of the populations that survived the earthquake, thanks to arts and artistic expression. In the words of a member of the Project: “a way to allow the community to restore the spaces destroyed by the earthquake and start again with a stronger sharing spirit”.

This approach is really valuable, also because allows the people’s mind to wander off such grief and crisis and their souls to understand that nothing is over and everything can be solved, as long as there is a common goal and a common support. Act as one, survive as a whole.

 

 

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Cosa accade a una comunità quando essa viene distrutta da un cataclisma naturale, come un terremoto? Ovviamente c’è il tempo del dolore, e dopo la ricostruzione inizia una fase delicatissima: la rigenerazione degli spiriti dei cittadini.

A tale proposito è stato finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER il “Progetto Beni Comuni”.

Esso coinvolge undici Comuni (Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, San Possidonio, Soliera) del cratere sismico con l’obiettivo di rinsaldare e ricostruire le identità delle comunità minacciate dal terremoto del 2012 attraverso la partecipazione attiva alla costruzione di eventi artistici che abbiano come orizzonte primario il senso della condivisione e dello stare in comune.

L’idea alla base del Progetto è encomiabile, e potrebbe essere spiegata in vari modi, ma il modo migliore è utilizzare le parole di un esponente del Progetto: Il progetto Beni Comuni ha un valore intrinseco e speciale. Non è solo un programma destinato alla fruizione, ma un laboratorio di produzione culturale che coinvolge professionisti dello spettacolo ma anche e soprattutto i cittadini. Uno spazio artistico composto da tanti luoghi […]. Un modo concreto per le comunità di rimpadronirsi degli spazi violentati dal sisma e ripartire, con uno spirito di socialità condivisa”.

Questa idea è necessaria anche per un altro motivo: essa consente di far vagare la mente delle vittime del sisma lontano dal dolore e dalla sofferenza, e far capire che nulla è perduto e tutto è superabile, se si collabora e ci si aiuta nella comunità: Agisci come uno, sopravvivi come gruppo.