Una città da coltivare

Una città da coltivare

Città rumorose, piene di smog, caotiche, frenetiche. La necessità di un angolo di paradiso, dove poter rilassarsi, dare spazio a tradizioni ormai perse, ripristinare il rapporto con la natura e soprattutto con la terra, si fa sempre più grande. Avere la possibilità di mangiare ciò che si è coltivati in città sembra impossibile, ma oggi non è più così. Gli orti urbani comuni negli ultimi tempi hanno avuto una larga diffusione, specialmente nelle grandi città, dove appunto la richiesta del verde è sempre maggiore.

Ma cosa vuol dire oggi avere un orto in città? I cittadini hanno la possibilità di coltivare e curare un appezzamento di terreno, i cui frutti saranno mangiati dagli stessi. Un vantaggio economico e non solo. La possibilità di mangiare frutta e ortaggi biologici di cui si conosce la provenienza e la sicurezza non è poco, soprattutto avendoli a portata di mano. Ma da non sottovalutare è anche il senso di comunità che viene a crearsi. I cittadini lavoro insieme al compimento di qualcosa, e questo costruire insieme rende forte una comunità e unita.

E così anche in Italia questi angoli di paradiso hanno iniziato a svilupparsi e diffondersi in tutto il paese. Un esempio nel comune di Milano è quello del quartiere di Giambellino. Qui, precisamente in via Odazio, in mille metri quadri di terreno è stato creato il “GiambellGarden”. In questo modo i cittadini sono riusciti a riabilitare un quartiere e il territorio, rendendo un pezzo della loro città un bene comune e condivisibile.